“Ero stato facile profeta quando, 36 giorni fa, dissi che mi stavano cacciando. Questa sera la conferenza dei capigruppo discuterà le modifiche al regolamento per il funzionamento dei consigli di quartiere che, per via delle “opportune” precedenti dimissioni dei consiglieri in quota all’attuale maggioranza che governa Verbania (sindaco Giandomenico Albertella, proponente della modifica al regolamento), prevederà – oggi non è così – la decadenza, deliberata dalla giunta, del consiglio di Verbania Est perché sono rimasti due consiglieri su cinque”. Sono parole di Ettore Francioli, presidente del consiglio di quartiere Verbania Est, che denuncia un’operazione, secondo lui, scorretta da parte del sindaco di Verbania Giandomenico Albertella e della sua giunta in relazione al possibile scioglimento del consiglio di quartiere Est.
“Non solo me ne andrò a casa – prosegue Francioli - ma siccome il nuovo regolamento non prevede elezioni suppletive, i residenti delle frazioni collinari resteranno senza rappresentanti fino al 2027, quando in teoria tutti i quartieri andranno al voto. In quelle elezioni i dimissionari di Verbania Est riconducibili a “Verbania Futura” che hanno fatto cadere il consiglio, hanno già detto che si ricandideranno per spirito di servizio”.
Attacca il presidente del consiglio di quartiere Est: “Il nuovo regolamento mette anche un bavaglio alla libertà di informazione, prevedendo per le pagine dei social network la “collaborazione” con l’ufficio del portavoce del sindaco per avere “modalità di comunicazioni omogenee e coerenti” che hanno un po’ il sapore del Min.Cul.Pop.
Il nuovo regolamento, che ritengo sia cucito sulla mia persona, sarà anche retroattivo, contraddicendo tutti i più conosciuti ed elementari principi democratici del diritto”.
Francioli sottolinea, poi, che “il regolamento non è stato nemmeno discusso con i presidenti dei consigli di quartiere o con la commissione partecipazione, che se lo trovano sotto il naso bel e pronto”. Inoltre, “il regolamento accentra i poteri di scioglimento su sindaco e giunta (gli assessori, ricordo, sono nominati, nemmeno eletti dai cittadini, contrariamente ai consiglieri del quartiere), dove non c’è dibattito. Infine, a Verbania non esiste un regolamento per l’uso dei social network per l’amministrazione comunale, ma lo si vuole introdurre per i quartieri, sottoponendolo al portavoce che, per chi non lo sapesse, non è una figura terza, ma una persona nominata fiduciariamente dal sindaco “con compiti di diretta collaborazione ai fini dei rapporti di carattere politico-istituzionale con gli organi di informazione” – così dice la legge che, ritenendolo di parte, afferma che non può, per tutta la durata del relativo incarico, esercitare attività nei settori radiotelevisivo, del giornalismo, della stampa e delle relazioni pubbliche”.
Prosegue dunque il presidente: “Sono fortemente contrario a queste modifiche e mi appello ai consiglieri comunali affinché valutino il vero valore della partecipazione, che non è cavalcare i quartieri quando si è all’opposizione (perché ormai è chiaro che Verbania Futura ha politicizzato le elezioni di quartiere del 2022) e zittirli quando si è passati in maggioranza.
Mi opporrò comunque in tutti gli strumenti che mi saranno concessi e, anche qualora dovessi soccombere, non smetterò di lavorare per la mia comunità, come faccio disinteressatamente da decenni. Ci sono altre formule e modi, non meno efficaci, di far sentire la voce di una parte consistente della città”.
“Probabilmente – continua Francioli - in passato ho dato fastidio ad altri sindaci, dai quali ho sempre preteso il meglio per il mio quartiere al di là delle appartenenze politiche, ma mai nessuno aveva anche solo pensato di buttarmi fuori scrivendo norme ad hoc retroattive mai discusse con nessuno. Esprimo a titolo personale una profonda delusione per l’operato di Sergio Baldan, ex consigliere del quartiere Verbania Est e attuale consigliere comunale delegato ai quartieri, che nemmeno ha avuto la gentilezza di contattarmi e di comunicarmi queste decisioni che il sindaco Albertella – che ben conosco dai tempi del Partito Socialista Italiano, di cui entrambi eravamo militanti – per la verità telefonicamente mi aveva preannunciato con un tono che mi è parso punitivo. Sono certo che i residenti di Zoverallo, Biganzolo, Torchiedo e di tutte le località collinari in cui tante preferenze personali ha raccolto il signor Baldan, riconoscendo che sarà l’affossatore del loro Consiglio di quartiere, ne sapranno valutare l’operato”.
“Non credevo – conclude il presidente del consiglio di quartiere - che, vicino ai 78 anni di età, incutessi timore al punto che qualcuno si scomodasse per, dopo ravvicinate dimissioni, cambiare un regolamento solo per me. Penso che sia il segno che ho ben operato nell’interesse della mia comunità, che mi ha sempre votato e sostenuto”.