Dopo l’evento di presentazione svoltosi lo scorso 14 febbraio a Torino, si stanno insediando in queste settimane le consulte tematiche di Anci Piemonte. Lo scorso 7 marzo a Gravellona Toce, si è riunita per la prima volta la XXV Consulta dell’associazione, dedicata al tema della specificità montana del VCO.
Coordinatore della Consulta è Stefano Costa, assessore del Comune di Baceno, che per effetto della nomina entra a far parte del Comitato direttivo di Anci Piemonte, con la carica di vicepresidente, già ricoperta in passato.
Si tratta dunque di un’importante riconferma per il vicepresidente Costa, che ha dichiarato: “Ringrazio il presidente Gilardino per la decisione di istituire una Consulta dedicata alla specificità del Vco. Questo territorio, interamente montano e confinante con la Svizzera, presenta peculiarità uniche, riconosciute da leggi nazionali e regionali, nonché dallo statuto della Regione Piemonte. Tra le priorità del nuovo organismo, la revisione della legge elettorale regionale, che attualmente impedisce l’elezione di un candidato del Vco, e il problema delle restrizioni imposte dalla ‘direttiva habitat’ di Rete Natura 2000, principale strumento UE per la conservazione della biodiversità, che grava sul 40% del territorio e impone vincoli significativi alle amministrazioni locali”. Nel corso dell’incontro, i membri della Consulta hanno rimarcato le loro preoccupazioni per i problemi di collegamento con Torino e per i trasferimenti dei canoni idrici riconosciuti alla provincia montana, che registrerebbero una riduzione rispetto all’anno scorso.
Soddisfatto il presidente di Anci Piemonte, Davide Gilardino: “È importante dare voce in Anci all’unico territorio riconosciuto dalla Regione Piemonte per la sua specificità montana. La speranza è che sia solo il primo di tanti riconoscimenti, continueremo a lavorare per garantire maggiore attenzione al territorio montano”.
E la vicepresidente alla Montagna, Francesca Delmastro Delle Vedove, aggiunge: “Il riconoscimento delle specificità è un valore. La sola provincia interamente montana non poteva non meritare un occhio di riguardo, perché specifiche sono le problematiche che quei territori si trovano ad affrontare. Chissà che non nasca un laboratorio di idee esportabili in territori simili”.
Della nuova Consulta fanno parte una ventina di amministratori locali, espressione di tutte le forze politiche attive nel territorio del Verbano-Cusio-Ossola.