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Economia | 03 aprile 2025, 13:33

Dazi Usa, le aziende di Torino e Piemonte adesso hanno paura: "A rischio la nostra sopravvivenza, le istituzioni ci proteggano"

Indagine di Cna sulle possibili conseguenze, Zanzottera e Genovesio: "E' un attacco frontale: timori per le microimprese. Servono nuovi mercati". Cellino (Api): "Ora dialogo con la Cina". Gay: "Temo l'inflazione". Cirio: "Scelta sbagliata, l'Europa risponda"

Ufficiali i dazi Usa annunciati dal presidente Donald Trump

Ufficiali i dazi Usa annunciati dal presidente Donald Trump

I dazi Usa sono arrivati. E l'effetto, prima che economico, è soprattutto sul clima di fiducia. Quella che, in questo momento, sta vacillando (e non poco) nel mondo delle imprese torinesi e piemontesi. Soprattutto quelle più piccole. 

Indagine Cna: "Attacco frontale: paura di non farcela"
La conferma arriva dall'indagine condotta da Cna Piemonte, dopo l'annuncio da parte del presidente Donald Trump di un 20% di rincari su tutte le importazioni provenienti dall’Unione Europea, immediatamente in vigore. 
In Piemonte il colpo raggiunge molti dei settori strategici della nostra economia: la componentistica auto, la moda, gli accessori e l’agroalimentare. Solo per citarne alcuni. E La metà degli imprenditori intervistati (50,1%) si dice preoccupata per le conseguenze dei dazi sul proprio futuro. Più di un terzo del campione (37,5%) prevede effetti pesanti diretti sul proprio business, mentre il 40,6% teme ricadute a breve e lungo termine ma non è ancora in grado di valutarne l’entità.

Le principali criticità indicate dalle imprese riguardano l’aumento dei costi di produzione, l’importazione di materie prime e il rischio di esclusione dai mercati (in particolare da quello statunitense). Le richieste, invece, sono rivolte a una maggiore attenzione da parte delle istituzioni nazionali ed europee (68,8%) chiamate in primis a difendere e tutelare le politiche commerciali e  industriali. Come? Con la ricerca di nuovi mercati (50%), l’aumento dei prezzi di vendita (44,4%) o la riduzione della produzione (11,1%). “Quella del presidente americano non è una semplice misura commerciale: è un attacco frontale al cuore del nostro sistema produttivo diffuso”, denuncia Delio Zanzottera, segretario regionale di Cna Piemonte. “Le nostre imprese non hanno la forza strutturale per reggere una guerra commerciale di questa portata. Senza un sostegno immediato, molte rischiano di non farcela”.

E il presidente regionale di Cna Piemonte, Giovanni Genovesio, aggiunge: “Questi dazi colpiscono in modo trasversale tutti i settori e mettono in discussione il modello di piccola impresa su cui si fonda gran parte del nostro Made in Italy. Serve una risposta europea forte e un piano nazionale straordinario per difendere il lavoro e la produzione nei territori”. Preoccupato anche il presidente di Confartigianato Torino Dino De Santis che, chiarendo come tra le regioni più vocati all’export verso gli USA figura il Piemonte (5,5 miliardi), commenta: "Tutte le imprese manifatturiere, già provate dalla complessità del mercato globale, saranno  penalizzate dalle restrizioni commerciali. Serve un’azione coordinata a livello europeo per affrontare queste turbolenze.”

Piccole e medie, Cellino (Api): "Guerra commerciale di cui non sentivamo bisogno"
Anche il mondo delle piccole e medie imprese è preoccupato. Lo ribadisce Fabrizio Cellino, presidente di Api Torino: “Quanto reso noto dal presidente Usa Donald Trump crea una situazione complessa e difficili per molti Paesi, per i mercati e per le imprese.  Si tratta di decisioni che non fanno bene a nessuno e che rischiamo di scatenare una guerra commerciale di cui nessuno aveva bisogno”. E ancora: “Adesso, più di prima, è il tempo di porre in atto tutti gli strumenti possibili per controbilanciare l’aumento dei costi, i ritardi di pagamento, l’instabilità dei mercati. Penso quindi non solo a sgravi e incentivi ma anche al potenziamento della logistica e alla ricerca continua di nuove fonti energetiche, ma anche a strategie di territorio per cercare nuovi mercati. Proprio in tema di mercati, sarebbe utile riaprire un dialogo serio con la Cina per valutare nuovi accordi commerciali. Ci aspettiamo in ogni caso comportamenti all’altezza del momento da parte delle istituzioni”.

Gay (Unione Industriali): "Spinta sull'inflazione"
Ma se i piccoli tremano, anche le grandi industrie non dormono sonni tranquilli. Come conferma il presidente dell'Unione Industriali di Torino, Marco Gay: " Diventa realtà una promessa elettorale che avrà impatti economici e sociali preoccupanti e rilevanti per l'Europa ma anche per gli Stati Uniti. E' prematuro fare stime economiche, ma certamente parte dei dazi si riverserà sul prezzo finale dei prodotti, portando facilmente ad una riduzione dei commerci e sicuramente ad un ribaltamento su consumatore finale con successiva spinta inflattiva. La risposta può essere solo europea".

Cirio: "Dazi, scelta sbagliata. Da Europa reazione forte"
E dal mondo della politica, tra le altre, arriva la voce del governatore del Piemonte, Alberto Cirio. "Condivido la posizione che ha espresso il presidente del Consiglio Giorgia Meloni definendo sbagliati i dazi imposti da Trump. Una scelta che sicuramente rischia di aprire una guerra commerciale che non dobbiamo aprire e che farebbe male agli Stati Uniti, ma anche alla nostra Europa e quindi al nostro Paese. Per questa ragione credo che, come il vicepresidente Tajani oggi è impegnato a fare proprio qui a Bruxelles, sia necessario tenere la schiena dritta per reagire a quanto accade, ma contestualmente aprire una trattativa chiara e determinata, per arrivare ad accordi meno penalizzanti per noi, ma anche per gli stessi Stati Uniti". "C’è la necessità – aggiunge il presidente Cirio – che l’Europa intervenga a livello mondiale per tutelare la competitività delle nostre imprese e la libera circolazione delle merci che è sempre stato e rimane un asset fondamentale. Dunque oggi io ritengo che sia necessaria una reazione forte, ma che si debba anche tenere aperta le porta delle trattative. Le guerre, anche quelle commerciali, non portano mai benefici".

Massimiliano Sciullo

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